Centro Einstein di Studi Internazionali - CESI

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Ciclo Dibattiti 2013 - L’Europa nel mondo: una “voce” o più “voci”? E per “dire cosa”?

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Mercoledì 12 giugno, presso la Fondazione “Luigi Einaudi” di Torino, si è tenuto il terzo incontro del Ciclo 2013 “Unione Europea al bivio: federazione o dissoluzione”, organizzato da un gruppo di importanti centri politico-culturali torinesi tra cui MFE, CESI e CSF. Al dibattito sul tema L’Europa nel mondo: una “voce” o più “voci”? E per “dire cosa”?, presieduto da Luigi Bonanate (Centro Studi Piero Gobetti), hanno partecipato Lucio Levi (Presidente Movimento Federalista Europeo), Giancarlo Chevallard (Consiglio direttivo del Centro Studi sul Federalismo) e Lahcen Aalla (Presidente Associazione Culturale Multietnica Harambe).


Bonanate ha introdotto l’incontro, sottolineando che l’Europa, al di là delle difficoltà attuali, costituisce un prodotto straordinario che tuttavia non è ancora riuscita a realizzare nel mondo ciò che è stata in grado di creare al suo interno. Levi, nella sua relazione, ha osservato che l’UE ha alcuni requisiti – la moneta unica, la banca centrale, la cittadinanza, l’abolizione delle frontiere interne – che la stanno avvicinando a un sistema federale. In politica estera, la politica di allargamento è stata il successo più grande, perché attraverso i principi di democrazia rappresentativa, economia di mercato e di tutela dei diritti umani (i criteri di Copenaghen) l’UE è riuscita a estendere la pace prima ai paesi dell’Est Europeo e ora a quelli dell’ex Jugoslavia. Come in materia fiscale e di revisione dei trattati, anche in tema di politica estera l’UE continua purtroppo ad agire secondo il principio intergovernativo e dimostra di non avere gli strumenti economici e politici per agire nel mondo, in primis nel suo ‘estero vicino’ per sostenere la primavera araba. Solo superando la dipendenza dai governi nazionali e assegnando al Parlamento Europeo e alla Commissione un effettivo potere decisionale, l’Ue potrà superare la sua paralisi interna ed esercitare una reale influenza nello scacchiere regionale e internazionale.

Chevallard, nel suo intervento, ha rilevato che laddove l’Europa si è affidata alle sue istituzioni sovranazionali – per la moneta unica alla BCE, per la politica di cooperazione con l’estero alla Commissione – è riuscita a mietere successi, dimostrando capacità propositiva e decisionale. L’Unione Europea è campione del multilateralismo, perché ha dimostrato volontà e capacità di costruire un sistema di regole condivise per affrontare le problematiche comuni a livello regionale e internazionale. L’alternativa a una voce europea è il nulla, il vuoto. L’UE è oggi chiamata ad affrontare due sfide importanti: la prima riguarda la cooperazione atlantica con la costruzione di una zona di libero scambio UE-USA che costituisca il motore della ripresa economica mondiale, la seconda proviene dall’immediata periferia europea, ossia dal Mediterraneo, a cui si dovrebbero trasmettere quei criteri di percorso comune e di cooperazione che l’Europa è stata capace di darsi dopo il 2°dopoguerra.

Aalla ha sottolineato che il mondo arabo ha sempre guardato all’Europa come insieme e modello a cui somigliare o da cui differenziarsi. Le rivolte arabe hanno segnato una svolta, mettendo in luce i limiti e le ipocrisie nei rapporti euro-arabi. Distinguendo tra paesi moderati e amici e paesi cosiddetti ‘canaglia’, l’Occidente e l’Europa si sono mossi verso i paesi del sud mediterraneo, seguendo una politica di cooperazione per prestiti che rispondeva ad obiettivi di tutela degli interessi nazionali. La primavera araba non è ancora conclusa e i suoi esiti sono imprevedibili: se l’UE inizia a prendere in considerazione le voci che provengono dal basso, attuando una politica basata su meno armi e più ONG per favorire i progetti di cooperazione allo sviluppo, probabilmente ci potrà essere una fase nuova nelle relazioni euro-arabe.

La diretta del terzo appuntamento è disponibile sul sito del Centro di Iniziativa per l’Europa del Piemonte www.ciepiemonte.it
e sulla pagina Facebook dedicata all’evento all’indirizzo
https://www.facebook.com/events/169957683171287/

Gli organizzatori ringraziano la Consulta Europea del Consiglio regionale del Piemonte che ha reso possibile la ripresa.

Ultimo aggiornamento Lunedì 08 Luglio 2013 20:31  

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