Centro Einstein di Studi Internazionali - CESI

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Ciclo Dibattiti 2013: "Euro o monete nazionali? Scenari per l’Italia e per l’Europa"

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Il 16 maggio, presso la Fondazione Luigi Einaudi di Torino, si è tenuto il secondo incontro del Ciclo 2013 “Unione Europea al bivio: federazione o dissoluzione”, organizzato da un gruppo di importanti centri politico-culturali torinesi tra cui MFE, CESI e CSF. Al secondo dibattito sul tema “Euro o monete nazionali? Scenari per l’Italia e per l’Europa”, presieduto da Roberto Palea (Presidente Centro Studi sul Federalismo, Torino), hanno partecipato Giuseppe Bertola (Università di Torino, EDHEC Business School – NICE), Luciano Gallino (Università di Torino) e Antonio Mosconi (Presidente Centro Einstein di Studi Internazionali, Torino).


Palea ha introdotto l’argomento sottolineando che, alla luce dei successi ottenuti dall’Unione monetaria, la crisi che colpisce attualmente l’Europa sia da attribuire non all’Euro in sè, ma al fatto che l’Euro sia una moneta senza Stato, che ha quindi bisogno di essere sostenuto da istituzioni di governo democratiche. Bertola nel suo intervento ha osservato come la mancata realizzazione delle aspettative di convergenza sul piano economico e politico-culturale, alimentate dall’introduzione della moneta unica, abbia di fatto determinato un crollo di fiducia che il mercato unico e gli Stati nazionali da soli non possono affrontare. L’Europa ha oggi bisogno di un’integrazione positiva, ossia di azioni politiche condivise finalizzate a uno sviluppo economico, sociale, culturale e umano.

Gallino, nel corso della sua relazione, ha evidenziato che l’Unione Europea nella sua agenda politica dovrebbe avere come priorità la riforma del sistema bancario. L’euro-finanza attualmente svolge le sue attività al di fuori della vigilanza nazionale ed europea e la riforma di tale sistema potrebbe rappresentare il primo passo verso la costruzione di un’effettiva democrazia europea. Mosconi, nel suo intervento, ha precisato che nel Trattato di Maastricht sono già presenti tutti gli aspetti dell’Unione economica, il problema è di ottenere un ulteriore trasferimento di autorità dagli Stati all’UE. Si tratta di rinunciare a una parte del potere fiscale, attuando una ripartizione di bilancio tra più livelli, in cui sia compreso quello europeo. L’unico mezzo per arrivare ad un bilancio federale è quello di realizzarlo a partire dai paesi dell’Eurozona. La disponibilità di un bilancio aggiuntivo, costituito in primo luogo da una tassa sulle transazioni finanziarie, consentirebbe di riavviare la macchina europea attraverso l’attuazione di un piano europeo di sviluppo sostenibile finalizzato alla crescita e all’occupazione.

Al termine delle relazioni è seguito un dibattito che ha visto da parte del pubblico in sala diversi interventi e a conclusione dei lavori si è ribadita la necessità che l’Unione Europea agisca politicamente: l’austerità deve essere coniugata con la crescita, che richiede capitali non più disponibili a livello nazionale, per cui l’unica soluzione risiede in una politica di sviluppo a livello europeo.

 

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